Esempio di Romanità secondo Trilussa

Da quando vivo a Roma passo ogni giorno per Piazza Trilussa in Trastevere. Leggendo la placca con il nome della piazza non ho potuto non chiedermi chi fosse questo "poeta italiano".
All'anagrafe Carlo Alberto Salustri ma noto con lo pseudonimo, Trilussa ha composto numerosi sonetti satirici e favole in dialetto romano. Nelle sue opere Trilussa dipinge la borghesia romana oscillando fra una tipizzazione ironica e un realismo malinconico. Io voglio proporre una poesia dal titolo "Romanità". Roma è multicolore, disgraziatamente caotica ma affascinante e non la si può leggere certo con qualche scenetta, certo è che Trilussa non può non farci scappare un sorriso.

Un giorno una Signora forastiera,
passanno còr marito
sotto l'arco de Tito,
vidde una Gatta nera
spaparacchiata fra l'antichità.

-Micia che fai?- je chiese: e je buttò;
un pezzettino de biscotto ingrese;
ma la Gatta, scocciata, nu' lo prese:
e manco l'odorò.
Anzi la guardò male
e disse con un' aria strafottente:
Grazzie, madama, nun me serve gnente:
io nun magno che trippa nazzionale!

 Vista del Tevere da Piazza Trilussa (foto pubblicata su Instagram)

2 commenti:

  1. Ora stai a Roma? Io abito in una città vicina e ci vado ogni tanto (quando ero più giovane mi capitava più spesso). Vedrai che ti troverai bene.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si, mi sono trasferita un mese fa e mi piace già molto!

      Elimina