Parole di Tolstoj, musica di Ciajkovskij

Parole e musica sono l'origine di immense seduzioni. Accattivante, ciascuna a proprio modo, si fondono arricchendosi e rinforzandosi reciprocamente così che il giusto accostamento fra le due forme artistiche può rendere percepibile il sublime.

E' raro trovare due opere che si congiungano in modo totalizzate ma credo che due russi siano riusciti in questo intendo: Ciajkovskij e Tolstoj.
L'Overture 1812 è stata composta da Pëtr Il'ič Cajkovskij nel 1880 in commemorazione dell'invasione napoleonica in Russia ed è stata eseguita per la prima volta nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca nel 1882. L'opera racconta le diverse fasi della guerra: un canto ortodosso di buon augurio si trasforma nella marcia delle armate, cresce l'impeto della musica al pari del disagio provocato dalla guerra e piano piano La Marsigliese si insinua nei suoni fino a diventare il motivo principale indicando così la battaglia di Borodino. Le armate francesi si ritirano e diventano protagonisti archi legatissimi. E' una pace che dura poco e l'inseguimento riparte con più forza che mai fino a che la La Marsigliese trionfa e suonano le campane. I Francesi entrano a Mosca ma trovano la città vuota e così la Grande Armée si disperde in saccheggi e devastazioni. Guardando una Mosca in fiamme il popolo russo è tristemente vincitore.

Ascoltando l' Overture 1812 come si fa a non pensare a pedoni della guerra, uomini e donne con i destini stravolti dalla storia. Sulla delicatezza degli archi, sui crescendi e i diminuendi, sul suono dei canoni prendono vita anche le storie personali di Andreij e Maria Bolkonskij, di Nataša Rostov e Pierre Bezuchov raccontante da Tolstoj in “Guerra e Pace”.

"E così agirono gli innumerevoli personaggi che parteciparono alla guerra, seguendo ciascuno le proprie inclinazioni personali, le proprie abitudini, a seconda delle condizioni e degli scopi che intendevano raggiungere. Tutti avevano paura, si vantavano, si rallegravano, si indignavano, persuasi di sapere quello che facevano e di farlo per se stessi, mentre non erano che strumenti involontari della storia che si accingevano a compiere, un'opera a loro stessi sconosciuta, ma a noi comprensibile. Tale è la sorte immutabile di tutti coloro che agiscono, i quali tanto meno sono liberi quanto più sono posti in alto nella gerarchia umana. Oggi gli uomini d'azione del 1812 hanno lasciato da molto tempo i posti che occupavano, i loro interessi personali sono scomparsi senza che ne sia rimasta traccia, e davanti a noi restano soltanto i risultati storici di quel tempo. La Provvidenza costrinse tutti quegli uomini che aspiravano a scopi personali, a contribuire alla realizzazione di un unico formidabile risultato di cui nessuno (né Napoleone né Aleksàndr e tanto meno uno qualsiasi dei partecipanti alla guerra) aveva la benché minima idea."
(Guerra e Pace, Libro Terzo - Lev N. Tolstòj)

4 commenti:

  1. Sai che ho acquistato questo cd qualche settimana fa, già lo conoscevo ma l'avevo in mp3. Almeno la musica classica preferisco ascoltarla con il cd. Bel post!

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    1. Che coincidenza! Anche a me piace ascoltare la musica da cd e soprattutto mi piace sfogliare i booklet!

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    2. Si a tutto un altro fascino, poi sono un po di parte essendo un cantautore se pur amatoriale. Spero al più presto di poter stampare il mio cd, per ora è scaricabile sul web. Cmq c'è anche un altro genere di musica che ascolto in cd, la musica celtica, la tra copertine e booklet sembra proprio che voglia portarti nella magica Irlanda.

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    3. Io la musica celtica generalmente perché mi capita di comprare i cd per caso ai concerti o viaggiando quindi senza rifletterci! Per il resto, per quanto possibile, colleziono i miei cd preferiti. :)
      Buona fortuna per il tuo cd!

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